La Radio

La radio rappresenta una forma di comunicazione del tutto nuova rispetto agli altri media. La radio è simultanea nel tempo, consente cioè di ascoltare un messaggio nel momento stesso in cui viene emesso ed è dispersa nello spazio, in quanto raggiunge il pubblico attraverso terminali familiari o persino individuali, cosa che possono fare anche altri media, come per esempio i giornali, ma senza simultaneità.
Ciò comporta la possibilità di creare una grande “platea” che reagisce simultaneamente pur essendo fisicamente sparsa in tutto il mondo. La radio non fa parte dell’editoria che vende direttamente al pubblico i suoi prodotti, né delle reti a disposizione del pubblico (come la posta o il telefono), che vendono uno strumento di trasmissione. La radio si comporta come un editore, poiché produce e mette a disposizione del pubblico messaggi diversi, ma anche come servizio, perché è possibile “sintonizzarsi ”in tutte le ore della giornata.
Nel corso degli anni trenta la radio diventò un mezzo di comunicazione di “massa” in senso quantitativo. Il successo della radio era dovuto alla sua progressiva penetrazione nelle abitudini familiari (era un elettrodomestico del quale non si poteva fare a meno). La famiglia raccolta attorno all’apparecchio per ascoltare la voce del leader o le ultime notizie era l’immagine più chiara ed efficace del nuovo rapporto che si immaginava tra i singoli e lo Stato: una nazione sintonizzata era un’ “ entità unitaria”, una comunità, nonostante le distanze e le divisioni fisiche. La radio in quell’epoca era, in realtà, un mezzo di propaganda.
Il paese in cui la funzione propagandistica della radio venne sviluppata con maggior successo fu la Germania. Il ministro della propaganda Joseph Goebbels liquidò la vecchia dirigenza e cercò di creare uno stile nuovo, che insisteva ossessivamente sul consenso delle masse .

“Radialba” 1923 - Allocchio/Bacchini
L’apparecchio è composto da antenna di ricezione a telaio e da auto parlante elettromagnetico a tromba della “Brown”