La travagliata storia del
ponte a Rignano
1343
La
prima testimonianza certa dell’esistenza del ponte a Rignano si trova nella Cronica
di Giovanni Villani.
Lo storico racconta che nel 1343 il duca di Atene lasciò Firenze, accompagnato
dal conte Simone e da altri nobili e possenti cittadini, e passò l’Arno sul
ponte a Rignano, per proseguire verso Vallombrosa e raggiungere quindi il
castello del Duca Simone a Poppi.
1361
Il ponte a Rignano si trova citato in un documento scritto in latino.
1422
I forti nubifragi e le conseguenti piene dell’Arno, all’inizio del XIV secolo, avevano provocato la rovina del ponte: gli Ufficiali della Torre e dei ribelli della Repubblica fiorentina, nel 1422, ne proposero la ricostruzione.
1459
I danni dovuti alle piene e al passaggio delle truppe fiorentine resero necessari nuovi interventi sul ponte.
1568
Il
ponte minacciava di crollare: Cosimo I, Granduca di
Toscana dette l’incarico di progettare un intervento di restauro al celebre
architetto Bernardo Buontalenti
che scrisse un rapporto dettagliato sulle
condizioni del ponte.
I lavori furono conclusi nel 1570

1611
Per
quanto fossero sembrati molto ben eseguiti i lavori diretti dal Buontalenti, il
ponte, dopo pochi anni, presentò di nuovo gravi dissesti. L’architetto
Francesco Anitrini, incaricato dai Magnifici Ufficiali de’ Fiumi della città
di Firenze, scrisse un rapporto sui restauri necessari.
L’intervento fu realizzato nel 1612: l’arcata di S. Clemente fu demolita e
fu ricostruita con forma rialzata, così il ponte venne ad avere arcate
asimmetriche e diseguali.

1655
Il
ponte aveva di nuovo bisogno di interventi urgenti. L’architetto Ludovico
Salvetti fu incaricato dai Magnifici Ufficiali de’ Fiumi della città di
Firenze di trasferirsi al ponte a Rignano per dirigere i lavori di restauro. Nel
suo rapporto l’architetto riferiva che l’arcata di S. Clemente presentava
lesioni e fessure sulle sponde.
Ma i lavori proposti non furono realizzati e il compito di redigere un nuovo
rapporto fu assegnato all’architetto Vincenzo Viviani.
Nel frattempo furono effettuati numerosi controlli
perché lo stato di sicurezza del ponte era molto preoccupante.
1694
Nuovi
interventi furono compiuti per disposizione di Cosimo III: l’arco di S.
Clemente fu nuovamente demolito e ricostruito.
In questa circostanza fu realizzata la lapide marmorea.
1754
Nuovi
grandi lavori di restauro furono eseguiti sotto il granducato di Ferdinando II
per un importo di 7000 scudi.
1781
Furono
eseguiti ulteriori lavori di consolidamento.
1794
All’ingegnere Neri Zocchi fu affidato l’incarico progettare i nuovi interventi sul ponte: l’anno seguente venne ricostruita l’arcata di S. Clemente. In questo periodo fu predisposta una barca per l’attraversamento del fiume.
1819
Sopra
le due arcate furono realizzati due archi di rinforzo.
Il
ponte minacciava nuovamente di crollare.
1853
L’ingegnere Antonio Catelani, responsabile tecnico
della comunità di Rignano,
scrisse nella
sua relazione che il ponte non era sicuro e le sue condizioni diventavano ogni
giorno più gravi.
Venne decisa la chiusura al transito “scarrocciabile”.
1859
Per ridurre i danni economici alla popolazione, il ponte fu riaperto con delle limitazioni: fu vietato il transito di mezzi con carico superiore alle millecinquecento libbre.
1860
L’ingegnere
Chiesi presentò un nuovo progetto per il restauro del ponte che venne preferito
a quello presentato da Catelani perché prevedeva una realizzazione più
semplice…e più economica.
Ma il restauro non venne attuato.
1862
Crollò
l’arcata destra e venne di nuovo predisposta una barca per l’attraversamento
del fiume.
Iniziarono dunque i lavori: il ponte fu interamente ricostruito, le arcate
ebbero forme simmetriche a sesto scemo, venne abbassato ed allargato
il piano stradale di “due braccia e mezzo”, circa un metro e mezzo; la pila
centrale fu modificata.
1928
Furono
eseguiti nuovi interventi
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In questa cartolina degli anni Venti sono visibili i segni del restauro sull'arcata di S. Clemente. |
1944
Come tutti i ponti di Firenze, tranne il Ponte Vecchio, anche il ponte a Rignano fu distrutto dai bombardamenti nell’ultimo periodo della seconda guerra mondiale: rimasero intatte solo le spalle e la pila.
1947
Il ponte venne ricostruito: gli archi furono ribassati di circa un metro.
1966
In
seguito all’alluvione, che aveva provocato la
rottura della pescaia e il conseguente aumento della velocità della
corrente del fiume, furono effettuati nuovi
interventi di rinforzo.
1981
L’arcata
di S. Clemente presentava di nuovo lesioni preoccupanti.
Le lesioni furono risanate e la struttura consolidata.
1996
In seguito agli accertamenti effettuati, la ditta specializzata, incaricata di monitorare il ponte, concluse che non poteva ritenersi agibile: la Provincia predispose la realizzazione di un ponte militare sopra il piano di scorrimento.
Il ponte è stato di nuovo interrotto.