
Nel territorio di Rignano
erano presenti importanti associazioni di carità: gli ospedali. Furono
costruiti lungo le principali vie di comunicazione per accogliere poveri,
pellegrini e viandanti.
Raramente gli ammalati ricevevano cure adeguate, però ricevevano comunque
un’accoglienza, soprattutto i più poveri.
Nel 1436 dal rapporto di una visita pastorale risulta che nel piviere di Rignano
si trovavano due ospedali: quello di Santa Maria al Bosco, nel popolo di S.
Cristoforo, e quello di S. Jacopo presso il ponte di Rignano.
Quello di S. Maria che era efficiente, ma in misere condizioni, aveva solo un letto;
in seguito, nel 1466, ne vennero aggiunti due.
L’ospedale di S. Jacopo nel ‘500 venne intitolato ai S.S. Jacopo e Filippo:
era di patronato della famiglia Ridolfi.
Disponeva di un solo letto e dal 1464 di due.
Marco di Antonio Cioni,
nominato ospedalingo nel 1564 dai Ridolfi, “…interrogato su quali
compiti comportasse la conduzione di un ospedale, affermò che accoglieva e, nei
casi di estrema necessità, nutriva i poveri che transitavano da Rignano.”
(A. Conti, I. Moretti, M. Barducci, Rignano sull'Arno. Tre studi sul
patrimonio artistico, Perretti editore, p.111.)
Nel 1466 nel territorio di Rignano era presente un terzo ospedale, quello di S.Maria a Truoghi, ne erano patroni i Bardi.
Antichi documenti rivelano
che nel popolo di Rignano esisteva un'altro ospizio per i viandanti "l'hospital
de' Memugnano".
Dato che questi spedali sorgevano sempre lungo le strade, si può pensare che
Memugnano si trovasse sul collegamento esistente tra il mulinaccio, la pieve e
il castello di Rignano.
Lo spedale di Memugnano è ricordato in due documenti redatti nel 1170 in Rignano, e nel 1175 in Firenze, entrambi sono riportati nel Registro di Coltibuono.
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