Scrive Giovanni Villani nella sua Cronica:

“Il duca rinunziò con saramento ogni signoria e ogni giurisdizione e ragione ch’avesse acquistata sopra la città e contado e distretto di Firenze, dimettendo e perdonando ogni ingiuria; e a cautela promettendo di ratificare ciò, quando fosse fuori del contado e distretto di Firenze. E per paura della furia del popolo, con sua privata famiglia rimase in palagio alla guardia de’ detti signori infino al mercoledì notte dì 6 Agosto; recquetato il popolo, in su’l mattutino, uscì fuori del palagio accompagnato dalla gente de’ Sanesi e del conte Simone, e da più nobili e possenti grandi e popolani e possenti cittadini, ordinati per lo comune. E uscì per la porta a san Niccolò, e passò l’Arno al ponte a  Rignano salendo a Vallumbrosa e a Poppi; e là fatta la ratificazione promessa, passò per Romagna e a Bologna fu bene veduto e ricevuto, e donagli danari e cavalli; e poi se n’andò a Ferrara e a Vinegia.”

Giovanni Villani, Cronica, ed. Gherardi - Dragomanni, Firenze, 1845-1847, Libro duodecimo, cap. XVII, pp. 53-54.


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