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Geologia

Circa 200 milioni di anni fa
inizia a formarsi la fossa dove si depositano i sedimenti che, più tardi, sarebbero stati coinvolti nella crescita dell'Appennino

Circa 25 milioni di anni fa
inizia a formarsi la catena appenninica
La crescita dell'Appennino è correlata al corrugamento della crosta terrestre che provoca una successione di pieghe positive e negative (montagne e fosse).
Nelle fosse si formeranno dei bacini lacustri intermontani: Valdarno, Mugello, Casentino, bacino Firenze-Pistoia

Circa 3 milioni di anni fa
Nella fossa inizia a formarsi il primo bacino, la cui durata va da 3 a 2,5 milioni di anni fa. (fase detta "del gruppo di Castelnuovo dei Sabbioni"). Ne rimangono soprattutto depositi lacustri. Si forma un lago più piccolo rispetto all'attuale Bacino del Valdarno. Gli stessi sedimenti si trovano nella Zona di Castelnuovo dei Sabbioni ed in quella di Palazzuolo: non si sa se appartenessero ad un unico lago o a due bacini distinti.
Si trattava di laghi poco profondi con rive ricoperte da intensa vegetazione che, col passare dei millenni, depositerà sul fondo del lago i depositi di sotanze organiche degli attuali banchi di lignite.
Segue un lento movimento dei sedimenti, dislocati (mossi) dalle spinte orogenetiche.

Circa 1,8 milioni di anni fa
Si depositano nuovi sedimenti (fase detta "del gruppo di Montevarchi") su quelli anteriori, ma su piani diversi. In una fase intermedia si era sviluppata la spinta che aveva fatto crescere le due pieghe (Pratomagno e Monti del Chianti) ed inclinare il fondo valle. La fase dura da 1,8 a 0,9 milioni di anni fa, con una netta crescita del bacino, fino alle dimensioni attuali. Il clima era relativamente caldo (come testimoniano i resti di fauna) ma alternato alle fasi di glaciazione. Ne rimangono depositi lacustri e fluviali.
In questa fase si forma anche il bacino di Arezzo, indipendente da quello del Valdarno, e l'emissario defluiva verso la Val di Chiana.

Circa 400.000 anni fa
Dopo un periodo intermedio, senza deposizione né particolari movimenti tettonici, tornano a depositarsi sedimenti principalmente fluviali (fase detta "del gruppo di Monticello" o fase di colmamento). Il bacino di Arezzo si congiunge con quello del Valdarno ed il paleo-Arno inizia a scorrere anche in questa valle (testimoniato dalla presenza di sedimenti provenienti dalle rocce del Casentino).  Ne rimangono depositi fluviali con:

In questa fase compare l'uomo nel Valdarno, lasciando traccia nei manufatti litici preacheuleani (... descrivere) nei conglomerati fluviali e manufatti acheuleani nello strato sopra i depositi fini di esondazione.
Il clima oscillò tra il caldo (rinoceronti) e il fresco-umido (bue, cervo), poi venne condizionato dall'andamento delle glaciazioni.

La terza fase dura fino a 100.000? (verificare inizio erosione soglia di Incisa) anni fa.

Terminata la terza fase di colmamento del bacino, l'Arno ha iniziato l'erosione della soglia di Incisa, per poi erodere anche parte dei depositi precedenti. L'erosione ha conosciuto fasi di varia attività, con la conseguente formazione di terrazzi sia nella valle principale che in quelle minori.

 

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Ritrovamenti paleontologico al Matassino:
Mammuthus meridionalis, Equus stenonis, Leptobos etruscus, Dama nestii, Eucladoceros dicranios, Sus strozzii, Canis etruscus
Claudio De Giuli: Aspetti paleontologici della successione del Valdarno Superiore e del Bacino di Arezzo in Sagri cit.

 

 

 

 

Bibliografia utilizzata

Sagri Mario
Genesi ed evoluzione del bacino fluvio-lacustre del Valdarno Superiore
Quaderni della Biblioteca n. 4, Terranova Bracciolini 1984

 

 

 

 

 

 

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