Cenni storici
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La storia della pieve attraverso le date più significative
1066 ![]()
La pieve di S. Leolino è
ricordata per la prima volta in un atto di donazione redatto a Firenze nel
monastero di San Pier Maggiore dalla sua fondatrice, Gisla , vedova di Azzo di Pagano.
1103 ![]()
Nella bolla pontificia
di papa Pasquale II, fra i beni confermati
al vescovo di Fiesole
Giovanni, è ricordata la “plebem Leonini sitam
in Retiano”. Il vescovo si era rivolto al papa “per avere giustizia contro le continue
manomissioni e decurtazioni che era costretto a subire dalla espansione …
del vescovo di Firenze”
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Rignano, e dunque anche la pieve di S. Leolino, risultavano compresa nel territorio del contado fiorentino. Evidentemente i fiorentini erano riusciti ad impossessarsene a danno della diocesi di Fiesole. |
1168 ![]()
La
pieve di S. Leolino ebbe il suo
Capitolo di Canonici che risiedevano nella canonica annessa alla pieve.
1250 ![]()
Rignano divenne sede di una delle 76 Leghe nelle quali era diviso il contado fiorentino.
Ebbe un suo Gonfaloniere, un suo Consiglio, una sua amministrazione.
1274 ![]()
La
chiesa di S. Leolino venne insignita del titolo di Pieve, e divenne una delle
36 pievi che
la Diocesi di Fiesole possedeva nel XIII sec.
Dal
Decimario Vaticano risulta che dipendevano da S. Leolino a Rignano, le chiese
parrocchiali e i popoli di:
S. Stefano a Torri
S. Silvestro a Marciano
S. Andrea ad Antica
S. Quirico delle Valli oggi alla Felce
S. Pietro in Perticaia
S. Cristoforo in Perticaia
S. Niccolò ad Olmeto
S. Clemente a Leccio oggi a Sociana
1229 ![]()
Al piviere di S. Leolino si aggiunse S. Maria a Sociana
Successivamente si aggiunsero:
S. Maria Maddalena
S. Maria a Nuovoli
oratorio di S. Maria (poi S. Martino) a Pietro
romitorio di S. Stefano a Truoghi
1360 ![]()
Lapo da Castiglionchio scrisse nella sua Epistola del 1360 che i Quona Castiglionchio, suoi antecessori, “erano patroni… della Pieve di Rignano in Valdarno di sopra”

1436 ![]()
I patroni della
pieve, signori di Castiglionchio e di Volognano, irritati e preoccupati per la
negligenza del pievano di S. Leolino, Bartolomeo Romoli, si rivolsero al
vescovo perchè intervenisse a salvaguardia della pieve.
Dal diario della Visita pastorale fatta dal vescovo Benozzo Federighi risulta che la pieve di S. Leolino si trovava in un grave stato di abbandono e minacciava di rovinare. Il pievano, nonostante citazioni in giudizio, multe e minacce di scomunica, non si ravvide.
1447 ![]()
I patroni,
signori di Castellonchio e di Volognano, si rivolsero di nuovo al vescovo a
causa della pieve “male gubernata per infrascriptum plebanum”. Il vicario,
nel diario di una nuova visita pastorale riferì che nei muri si erano aperte fessure, che pioveva in più parti e che
la canonica, già in parte distrutta, era “quasi unum porcile”.
1468 ![]()
Dal
diario della visita pastorale risulta che il pavimento della pieve era di terra
e pieno di buche perché veniva usato come cimitero.
1561 ![]()
I lavori di restauro
erano stati finalmente effettuati e, nell’insieme, lo stato della chiesa era
buono, anche se il pavimento risultava ancora privo di mattoni e le tombe erano
aperte.
1564 ![]()
“…il
pavimento della pieve nei punti dove sono i sepolcri, non è stato ancora
sistemato…è in ogni parte orribile e indegno…erano semi-aperti alcuni
sepolcri…” Si dovrà provvedere ”affinché … quei sepolcri vengano
chiusi e restaurati nel modo in cui comunemente nelle chiese si costuma”
Dal diario della visita pastorale fatta dal vescovo Pietro Camaiani
1753 ![]()
Da alcune iscrizioni
è possibile dedurre che la chiesa abbia subito restauri fra il 1710 ed il 1753.

1811 ![]()
Nei primi anni del 1800
gli altari, che prima erano quattro, furono ridotti a tre. Erano dedicati: a
S.Leolino, il maggiore, al SS. Rosario, a sinistra del transetto, alla S.Vergine
della Consolazione, a destra del
transetto.
1899 ![]()
La pieve di S.Leolino
prende il titolo di Prepositura: il primo proposto fu don Giulio
Maccioni.
1914 ![]()
Don
Umberto Ricci, rispondendo al questionario per la visita pastorale del vescovo
Giovanni Fossà, scrisse che “ la parrocchia è di 260 famiglie, con 1400
abitanti” e la chiesa “ è sufficiente per la popolazione ed ha una
lunghezza di 18 metri e una larghezza di 13 metri e mezzo, con buone condizioni
statiche, buon tetto, finestre inferriate e chiuse, pareti esterne pulite.
1931 ![]()
Ancora don Ricci scrisse: “Dall’ultima visita pastorale furono eseguiti dei buoni restauri ai
diversi edifici di questo beneficio e l’impianto elettrico nella chiesa e casa
colonica.”
1954 ![]()
Il titolo di
prepositura passò da S. Leolino a Rignano alla chiesa di Santa Maria Immacolata
a Rignano: la pieve non fu più parrocchia.
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