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Figline, agli inizi del 1900 si prendono provvedimenti per la costruzione
di un lazzaretto, nell’archivio comunale del paese esistono numerosi
documenti che ne seguono la nascita, si tratta di deliberazioni dello
stesso consiglio comunale , della giunta , di alcuni protocolli di
corrispondenza, di carteggi e di quant’altro possa essere servito per
seguire l’iter di questo edificio che, sebbene trasformato, esiste tutt’oggi.
Fu concepito per rispondere a casi di emergenza sanitaria che richiedevano
l’isolamento . Già dal 1907 era stato edito, a cura del ministero
dell’interno italiano , un libretto di istruzioni per la difesa contro
malattie tipo il colera che dal XIX secolo, con l’apertura delle vie
commerciali mondiali e l’aumento dei pellegrinaggi musulmani e hindu, si
diffuse nel mondo determinando una serie di epidemie con moltissimi morti
.Tra queste si può ricordare quella che dal 1829 al 1837 assunse la forma
di una vera e propria pandemia, causando più di un milione di vittime.
Agli inizi del 1900 l’Italia si apriva verso l’avventura coloniale e il
contatto con paesi cosiddetti esotici esponeva la popolazione al contagio
di malattie tipo il colera , ciò costrinse lo Stato a dover sollecitare i
vari comuni a costruire locali idonei ad una profilassi di isolamento e di
cura.
L’art, 134 del regolamento generale sanitario prevedeva la presenza di
tali locali in ogni comune al fine di poter avere in ogni tempo a
disposizione un ospedale speciale per le malattie infettive ,ove fosse
possibile trasportare tutti quei malati, che come i colerosi, non potevano
essere curati a domicilio senza pericolo(1).
I primi atti esistenti nell’archivio comunale ,relativi al problema
,risalgono al 20 agosto 1910 , e sono rappresentati da una lettera del
prefetto Gioia, che invitava il sindaco di Figline ad effettuare controlli
sanitari nella stazione ferroviaria, nel caso in cui fossero arrivati
viaggiatori che presentavano disturbi del morbo del “colera”. Si
raccomandava, nel caso in cui fosse accaduto ciò, di prendere tutte le
precauzioni e di mettere in isolamento i viaggiatori e di darne istantanea
comunicazione telegrafica(2).
Il 24 agosto dello stesso anno ,la prefettura di Firenze chiedeva,tramite
un telegramma, agli ufficiali sanitari di effettuare controlli sugli
alimenti, bevande e in particolar modo sugli utensili da cucina (che da
quel momento dovevano essere sterilizzati) di alberghi, pensioni, locande
e osterie . Si raccomandava poi che al riscontro di qualsiasi infezione
colerica fosse avvertita tempestivamente la Croce Rossa che sarebbe
intervenuta e avrebbe preso tutti i provvedimenti necessari(3). Lo stesso
giorno, l’ufficiale sanitario di Figline , preoccupato forse da questi
interventi della prefettura che non era altro che l’intermediaria del
ministero dell’Interno, convocò una riunione in cui furono decisi degli
urgenti provvedimenti da prendersi in vista, non solo, di infezione
colerica ,ma anche nei confronti di semplici casi sospetti . Si aprì una
seria discussione che condusse a vari deliberati.
Istruzioni
per le autorità sanitarie per la difesa contro il COLERA,
Roma , tipografia ELERVIRIANA, 1907
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Atti 1910
, DOCUMENTO n° 3301 .
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ibidem.
DOCUMENTO n ° 34/2
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Il giorno successivo giunse un nuovo telegramma in cui si raccomandava di
respingere merci provenienti da zone infettate da colera (Atti 1910,.
documento 3470).
L’Italia era senz’altro in preda alla paura di un’epidemia di questo
terribile morbo,infatti il 10 ottobre 1910, arrivò a Figline ,da Milano
una nuova missiva , inviata questa volta dalla ditta Hartmann e Guarneri,specializzata
in prodotti di medicazione asettica ed antisettica, per farmacia e
ospedali, contenente appunto un listino di svariati articoli necessari
alla disinfezione e alla profilassi di tale malattia , che è interessante
osservare oggi per capire quali erano i metodi di cura del primo 900 :

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Il paese di Figline ,di fronte a queste vicende, prese la decisione di
costruirsi il suo Lazzaretto e nel febbraio del 1911, nella seduta del
consiglio comunale si esaminarono vari preventivi che stabilivano i costi
dei lavori necessari per questa costruzione . E’ impossibile riportare
integralmente il verbale di detto consiglio perché è molto lungo, ma ci è
sembrato interessante riportare alcune cifre che ci danno l’idea di quale
spesa il Comune dovesse sostenere . Per stabilirne l’entità basti sapere
che in quel tempo un chilo di carne costava una lira e mezzo e che un
operaio guadagnava meno di due lire al giorno.
Rialzamento e spianamento del terreno di spesa pari a L.9,5
Muri di elevazione,muri di tramezzo,sopramattoni di cemento per latrine,
materiali e misure necessarie per la realizzazione del tetto, spesa totale
di £ 2962,92
Impiantito di battuto di 1° qualità di cemento, spesa totale di £ 381,06
Costruzione del pozzo costo £ 189
Costruzione del focolare £ 80…………… e così via.
Le cifre riportate sono molte , per un preventivo totale di circa
£10281,12.

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Il problema venne riaffrontato dall’amministrazione comunale l’anno
successivo, precisamente nel febbraio 1911, data di un capitolato
d’appalto per i lavori dell’edificio di isolamento(1). Vi si enunciavano
tutte le regole da seguire tra le quali spiccava la responsabilità
dell’ingegnere direttore che avrebbe dovuto seguire i lavori con
regolarità affinché il progetto fosse finito entro tre mesi.
Successivamente si collocava ogni lavoro ad ogni operaio specificandone la
scadenza e, attraverso 40 diversi capitoli, si stabilivano tutte le norme
da seguire. Alla fine dei lavori il prodotto avrebbe dovuto essere
consegnato dall’impresario all’ingegnere comunale per trarne le sue
osservazioni e la sua firma. Nel caso questi non avesse firmato avrebbe
dovuto esplicitare direttamente i motivi del suo rifiuto e specificarne le
sue riserve. Questo capitolato era completato da una presentazione da
parte della ditta appaltatrice del materiale che avrebbe dovuto essere
usato e delle spese che avrebbero dovuto essere effettuate.

atti 1911.
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Il Consiglio Comunale si riunì poi l’8 Marzo 1911 e deliberò di approvare
il progetto e la perizia dei lavori per la costruzione di un padiglione di
isolamento.

Estratto del verbale del Consiglio Comunale dell’8 marzo 1911
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Il successivo 7 Marzo 1911, si stabilivano due importanti cose : che il
padiglione di isolamento fosse dotato di 7 letti e di 2 di emergenza e
che, nel caso in cui il padiglione non potesse far fronte alle eventuali
necessità, la Croce Rossa italiana provvedesse con un padiglione di guerra
dotato di 15 letti. Il lazzaretto sarebbe sorto in una zona lontana dal
centro abitato e dal transito. A tale proposito si individuò un terreno di
proprietà dello Spedale di 300 mq e si concordò nel chiederne al patrono
la cessione per £ 78.75 (perizia dell’ingegnere Maccantelli)
Nei carteggi relativi al problema troviamo poi una deliberazione del
patrono dello Spedale, U.Serristori, datata 6 aprile 1911, in cui si
stabiliva che il terreno di 300 mq ,individuato come adatto per la
costruzione del futuro Lazzaretto, venisse ceduto al Comune di Figline
gratuitamente ,considerando i vantaggi che tale edificio avrebbe portato
alla popolazione in caso di epidemia. Il documento citato è stato
rinvenuto assieme a varie lettere intercorse tra lo Spedale e il Comune ,
l’ultima delle quali porta la data del 18 maggio 1912 ,in cui si cedevano
sempre gratuitamente,altri 1000 mq di terreno, situati lungo la strada di
Scampata, in una porzione del podere denominato Sotto la villa.

Dal carteggio tra Ospedale Serristori e Comune di Figline, anno 1911
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Il patrono ovviamente poneva delle condizioni che riguardavano la
valutazione delle piante e delle coltivazioni esistenti , l’uso, in casi
eccezionali, da parte dello Spedale, della stanza dei cadaveri ,
l’assunzione completa da parte del Comune delle spese necessarie alla
costruzione. Vennero poi fatte delle assemblee, il 10 Aprile e l’ 8 Maggio
1912 con il Sindaco e il Prefetto per la richiesta di un prestito di £
20.000 per la costruzione del Lazzaretto(DOCUMENTO n° 414) . Le carte risalenti a quei
lontani anni sono ricche di documenti che seguono l’iter burocratico della
richiesta di questo mutuo che venne poi concesso il 9 ottobre 1913 ed a
questo proposito ci è piaciuto riportare l’atto della cessione, emesso
direttamente dal re d’Italia Vittorio Emanuele III(DOCUMENTO n° 38120)

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Il Lazzaretto venne così costruito e il 28 gennaio 1913 si riunì un nuovo
Consiglio Comunale in cui erano presenti ingegneri, direttori dei lavori,
commissari dei lavori, assessori e il rappresentante dell’impresa
“Rotigliani e Co.”(che aveva provveduto alla costruzione dell’edificio),
per verificare se era possibile procedere al collaudo del locale di
isolamento per le malattie infettive. I lavori non risultarono perfetti
perché da quel momento si aprì un contenzioso tra la ditta appaltatrice ed
il Comune che andò avanti per un certo periodo e che si risolse a favore
di quest’ultimo (Carteggio 175, anno 1913).
Figline comunque aveva il suo Lazzaretto, di cui, a noi ,futuri geometri è
piaciuto molto ridisegnare gli antichi progetti .

Primo Progetto 1911
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Il progetto realizzato

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Altre immagini del progetto






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