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malattie e medicine del passato / il colera
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Istituti di cura

Nei secoli passati gli istituti di cura erano un qualcosa di molto diverso dagli attuali ospedali e si possono tranquillamente chiamare fabbriche della carità (1). Erano istituti sovvenzionati da ricchi personaggi che sentivano su di sé il peso delle classi più povere, che non potevano provvedere a se stesse e che aiutavano profondendo denaro pubblico e privato in opere pie, tra le quali si annoveravano anche i luoghi di cura . Nel XIV ,XV, XVI secolo nacquero molte di queste istituzioni ; dal catasto del 1427 ,in Firenze, risultano esserci quattro ospedali che accoglievano i viaggiatori e i poveri del luogo ,che non potevano permettersi cure a domicilio; erano: Santa Maria Nuova,fondato da Folco Portinari, padre della Beatrice di Dante,che nel XVI secolo,si era tanto ingrandito da accogliere fino a cinquecento pazienti; il San Paolo dei terziari francescani; il San Giovanni Battista,chiamato anche ospedale di Bonifazio(2) e il san Matteo,conosciuto come ospedale di Lemno(3) Il Rinascimento si può considerare anche la grande era degli ospedali e dalla metà del XVI secolo alle quattro fondazioni originarie si affiancarono nuove istituzioni in cui si curavano malattie particolari. Nacquero dei Lazzaretti per la peste come il San Bastiano e l’ospedale per gli Incurabili ,che accoglieva i sifilitici.

L’ospedale figlinese dell’Annunziata nacque per volontà testamentaria di Ser Ristoro, uomo dotato di molta dottrina, di profondi e sinceri sentimenti, ricco di sostanze ereditate dai suoi antenati ,per lo più mercanti e notai, che il 26 ottobre del 1399 dettò le sue ultime volontà nella cappella dei Cocchi in Santa Croce. Legò così una cospicua parte del suo patrimonio all’erezione di un ospedale ,che doveva sorgere in Figline, in auxilium pauperum et mendicantium ,cioè per aiutare i poveri infermi e i mendicanti che non avrebbero potuto altrimenti ricevere cure. Obbedendo alla volontà del padre ,che morì l’anno successivo (1400),il figlio Salvestro iniziò le compre per la costruzione di tale edificio ,che inizialmente fu posto nelle case che i Serristori possedevano attiguamente alla Casa Maggiore, in via Castel Guinelli, fu poi posto nella attuale piazza Marsilio Ficino,di fronte alla pieve di Santa Maria, l’attuale Collegiata . Inizialmente il fabbricato aveva una semplice facciata, ma nel corso del 1600 si ampliò di due logge : una inferiore ed una superiore, dove i convalescenti potevano passeggiare e prendere il sole . Alla fine del XIX secolo l’ospedale si era molto ingrandito e dagli ottanta malati annui registrati nel 1500 era passato a circa 600; per questo motivo,i Serristori comprarono dagli Ademollo la villa di San Cerbone, alla quale annetterono una nuova costruzione che ospitò le due corsie. Il conte Umberto Tozzoni-Serristori nel 1890 inaugurò la nuova sede ,fra l’altro corredata di una moderna sala operatoria.

Inizialmente i ricoverati degli ospedali erano per lo più pellegrini che col nome di purganti, in primavera e in autunno riempivano le corsie per sottoporsi a cure risanatrici del sangue, spesso impedendo ,con la loro presenza,il ricovero di malati veri e propri. Dal 1700, nell’ospedale figlinese dell’Annunziata, le purghe del sangue vennero soppresse e si cominciò ad accogliere solo malati e febbricitanti I casi di malattie particolarmente difficili venivano dirottati verso Santa Maria Nuova in Firenze . Non è semplice capire con quali mezzi i malati venivano trasportati, in alcuni antichi libri si parla di “seggiole” o “seggette” che erano delle sedie portatili a mano per mezzo di due stanghe . Indubbiamente i mezzi di trasporto,fino ai primi del 1900 erano veramente scomodi e precari ,tanto da far pensare che concorrevano più a peggiorare che a migliorare le condizioni di persone particolarmente sofferenti.


I malati inizialmente venivano trasportati con le “zane” a spalla poi con barelle o portantine a mano. Foto Alinari


Successivamente si giunse ai cataletti e alle bussole a ruote . Foto Alinari


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(1)Katharine Park Le fabbriche della carità

(2)da Bonifazio Lupi, condottiero pisano, suo fondatore

(3)fondato dal banchiere Guglielmo Banducci ad espiazione dell’usura da lui praticata a danno di tanta povera gente


continua con I LAZZARETTI