Il ‘900 si aprì con un auspicio di
progresso: nuove scoperte, nuovi modi di vivere erano le caratteristiche
di quel periodo che fu definito periodo della seconda Rivoluzione
industriale La scienza assunse una funzione preminente e trainante, alle
tradizionali fonti di energia se ne aggiunsero altre ,quella elettrica e
quella petrolifera, che permisero l’affermarsi di nuovi settori
industriali.
All’inizio dell’800 gli abitanti della Terra erano poco meno di un
miliardo, mentre ora il nuovo secolo ne poteva contare un miliardo e
mezzo. Quindi i tappi dello champagne, i brindisi , gli auguri che
segnarono l’esordio del nuovo secolo furono tutti pervasi da una sorta di
ottimistica attesa di tempi migliori ,dall’arrivo di una grande era. I
primi dieci anni del secolo furono complessivamente invidiabili,dettero
vita alla cosiddetta Belle époque, che in realtà aveva cominciato a
scintillare già dall’ultimo decennio del XIX secolo, e che si spense al
rombo dei cannoni della grande guerra . Tuttavia, come fatalmente accade,
fu la storia successiva a far sì che quel periodo, massimo fulgore della
Belle époque, venisse un giorno battezzato “ultimo tempo felice”, perché
quando si vive un qualcosa di grandioso, quando ci si è dentro non si
riesce ad apprezzarlo fino in fondo. Poche erano dunque le persone che si
rendevano conto di tutto questo , ce lo testimoniano le parole di
Napoleone Colajanni, medico, politico e studioso di scienze sociali che in
quegli anni scriveva :”La massa degli italiani progredisce, senza
accorgersene, senza darsi ragione, senza confessarlo.” .
La Belle époque fu dunque il tempo delle novità, tra queste si ricordano ,
il grammofono, che consentiva di ascoltare in casa la voce dei grandi
della lirica e la radio.Era il 12 dicembre del 1901 quando l’allora
ventisettenne Marconi fece per la prima volta varcare l’oceano ad un
segnale telegrafico ,che viaggiava nell’etere alla velocità di 300.000
chilometri al secondo ,cioè alla velocità della luce. Così, a beneficio
dell’umanità, il 16 ottobre 1906 venne solennemente inaugurato il servizio
radio telegrafico attraverso l’Atlantico.

Nel campo della fisica si fecero dei veri e propri passi da gigante ,i
coniugi francesi Curie scoprirono due nuovi elementi, il radio e il
polonio.

Nel 1903 i due fratelli americani “Orville e Wilbur Wright” fecero volare
il loro aeroplano che si alzò fino a quaranta metri di altezza. Quello fu
anche il periodo delle prime automobili. La neonata Fiat all’inizio del
secolo mise in commercio la “3cavalli e mezzo” di cui ne furono venduti
otto esemplari. Un altro rivoluzionario mezzo di trasporto fu la
bicicletta e nel 1909 si corse il primo Giro d’Italia.

17 dicembre 1903, i fratelli wright si alzano col loro aeroplano fino a 40
metri.

1911: allievi di un collegio privato, ripresi alla partenza per una gita
in bicicletta
In questi anni le donne lottavano per conquistarsi dei diritti. Nel 1904
la camera approvò una legge che consentiva alle donne laureate in
giurisprudenza, l’esercizio dell’avvocatura. Quattro anni dopo Emma Strada
ottenne presso il politecnico di Milano, la laurea in ingegneria.

Questo periodo, per l’Italia si aprì con un terribile fatto di sangue :
l’uccisione del re Umberto I di Savoia , ad opera di un anarchico pratese
Gaetano Bresci, che uccise il sovrano a Monza,il 29 luglio 1900.
I funerali di Umberto I , 9 agosto 1900
L’Italia piange il suo re ,ucciso a Monza la domenica sera del 29 luglio
1900. La foto qui sopra immortala i solenni funerali che gli furono
dedicati il successivo 9 agosto.. Umberto I di Savoia fu sepolto al
Pantheon e sul trono gli successe il figlio Vittorio Emanuele III.

Due anni dopo , il lunedì 14 luglio 1902 , alle 9,53, crollò il campanile
di S. Marco a Venezia , miracolosamente non ci furono vittime, infatti
alcune guardie si erano accorte dell’allargarsi di una fenditura, avevano
dunque fatto sgombrare la piazza che poco dopo si era riempita di macerie.
La torre era stata costruita nel 1200 ed era alta 98 metri e 60 . I
veneziani e l’Italia tutta cercarono di reagire,aprirono una
sottoscrizione per la ricostruzione che in tre giorni raccolse la bellezza
di un milione di lire , equivalenti a circa sei miliardi delle nostre
vecchie lire. Nel 1912 si completò la ricostruzione della torre.

La foto fu scattata poche ore
dopo l’accaduto.

Nel 1906 la disgrazia colpì Napoli , era il 4 di aprile il Vesuvio si
risvegliò ,causando la distruzione di molti paesi.
Pochi giorni dopo fu l’America ad essere colpita da un terribile
cataclisma. Era il 18 aprile 1906, S. Francisco fu distrutta da tre minuti
continui di scosse telluriche
Anche l’Italia subì un terribile terremoto :era il 28 dicembre del 1908, e
Messina e Reggio Calabria furono praticamente distrutte. Vi furono più di
ottantamila morti .

Immagine delle rovine del terremoto di Messina- 28 dicembre 1908
Arrivati al 1910 il mondo cominciò a preparare l’immane tragedia della
grande guerra. Le grandi potenze erano qua e là in subbuglio e si
disputavano con accanimento le conquiste coloniali in Africa.
Giovanni Giolitti che in maniera diretta o per interposta , governava
l’Italia dall’inizio del secolo, pensò nel 1911 di intraprendere la guerra
di Libia e di dar sfogo a certe pulsioni nazionalistiche del paese .. La
quarta “sponda “ era nelle mani dell’Impero turco.Due anni prima della
conquista italiana della Libia i “giovani turchi”, si erano impadroniti
della città e avevano deposto il sultano Habdul Hamid II sostituendolo con
il fratello Maometto V. L’Italia entrò in guerra ed un anno dopo, con il
trattato di Ouchy,si riconobbe la sovranità del nostro paese sulla Libia e
sul Dodecanneso.
1911- la bandiera italiana sventola sul forte di Gargaresk
Molti avevano visto in questa impresa la possibilità di ampliare i confini
dello stato,entro i quali sarebbero state assorbite le migliaia e migliaia
di braccia contadine, che non avevano altro sbocco che la dolorosa
emigrazione. In quel tempo a Firenze una canzonetta veniva cantata con
entusiasmo: “Tripoli del suol d’amore”.
La guerra fu dunque all’inizio popolare e fu necessario attendere il
ritorno dei reduci perché ci si convincesse che in realtà la Libia era una
terra molto povera,senza acqua e con molta sabbia.
Sulla ricchezza della Libia una pubblicistica romana di palazzo aveva
tessuto leggende stravaganti. In realtà si trattava di uno scatolone di
sabbia adagiata su un oceano di petrolio, ma questa realtà, in quei tempi,
sfuggì a tutti. Al ritorno dei reduci l’euforia per l’impresa cominciò a
dissiparsi e ci si rese conto che la guerra si era trascinata assai più a
lungo di quanto si fosse pensato e che era costata molto di più di quanto
preventivato .Ufficialmente si parlò di 512 milioni . Inoltre le tribù
arabe dell’interno continuavano la guerriglia ,il che richiedeva il
mantenimento di un adeguato corpo di spedizione e nuove spese .Non bisogna
poi dimenticare che il contatto con paesi cosiddetti esotici espose la
popolazione a malattie strane ,che presero l’andamento di vere e proprie
epidemie e che costrinsero l’Italia a dover sopportare ulteriori e gravose
spese per una profilassi di isolamento e di cura , In questo contesto, in
quei tempi, si innestò l’andamento di un pericoloso e mortale morbo : il
Colera, terribile infezione dell’intestino, presente da secoli nell’India
nord-orientale, dove regolarmente si verificano epidemie di questa
malattia . Nel XIX secolo con l’apertura delle vie commerciali mondiali e
l’aumento dei pellegrinaggi musulmani e hindu, il colera si diffuse nel
mondo determinando una serie di epidemie con milioni di morti
In Europa apparve per la prima volta nel 1800 e negli anni compresi tra il
1829 e il 1837 assunse la forma di una pandemia, causando più di un
milione di vittime.
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