La Seconda Guerra Mondiale

La Guerra 1939-45 (1940-45 per l'Italia), oltre allo sconvolgimento della vita di tutti, causa vari effetti sull'economia del Valdarno.

Le miniere di lignite tornano ad essere importanti per la difficoltà di reperire il carbone.

Nel 1944 e 1945 i bombardamenti anglo-americani causano vittime e danni. Gran parte della popolazione sfolla (fugge) dai paesi del fondovalle, obiettivi militari (ferrovia, acciaieria, strade, fabbriche) e si rifugia sulle colline.

Dalla fine del giugno 1944, con l'avvicinarsi del fronte di guerra, il Valdarno è teatro di rastrellamenti e scontri armati tra tedeschi e partigiani, poi del cannoneggiamento alleato.

I genieri tedeschi, incaricati di coprire la ritirata, fanno saltare i principali ponti, oltre a parte degli impianti delle miniere di Cavriglia, delle acciaierie ILVA di S. Giovanni, della Vetreria Taddei di S. Giovanni (e Figline?), della Italcementi di Incisa, della soc. Toscana Azoto.

Gli eserciti in guerra provocano anche gravi danni all'agricoltura, col sequestro di bestiame da lavoro e la fuga dei giovani.

 

 

 

 

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