Abbigliamento e accessori

Abbigliamento

Nel Valdarno era già tradizionalmente diffuso l'artigianato nel settore dell'abbigliamento, dalla modesta sartoria al laboratorio artigiano che impiegava decine di lavoranti.

Queste attività si sviluppano rapidamente dopo la Seconda Guerra Mondiale.

La diffusione dei laboratori di confezioni e maglierie nel secondo dopoguerra si deve a:
- ricerca di attività economiche che richiedessero capitali modesti (le macchine impiegate erano di costo modesto) e largo impiego di mano d’opera;
- larga offerta di mano d’opera femminile, sostanzialmente ignorata dalle poche industrie locali;
- espansione del mercato dei vestiti "confezionati" che, tra gli ultimi anni ’50 e la fine dei ’60 soppiantano, anche nei piccoli centri e nelle campagne, il vestito cucito in casa o dal sarto.

 

Figline Valdarno

1923
ditta Eusebenz di Firenze, 22 operaie

1961
Confezioni Pellari, 100 addetti circa
Confezioni Due Leoni, 20 occupati
Ditta Paves, 10-15 dipendenti

 

Rignano

1961
Confezioni di biancheria FEBA, 30 dipendenti circa
Confezioni EDOBI


Calzature

Incisa Valdarno

1917-26
Fabbrica di scarpe militari di Ermete Bellacci.

 

Figline Valdarno

1938
5 calzaturifici

1961
Calzaturificio Bruschi Lombardo con 70 operai e altre piccole manifatture.

1967
Matassino, calzaturificio


Ombrelli

 

Figline Valdarno

1902
2 imprese che fabbricano ombrelli
- Mascagni Andrea
- Mascagni G. Battista

Producono soprattutto i classici ombrelli verdi da contadino

1938
3 ditte, 14 addetti

1960
Circa 200 occupati, varie aziende tra le quali:
Fabbrica Naldini, 30 dipendenti interni + 20 esterni
Ombrellificio Barchielli, 35 interni e 20 esterni (100.000 ombrelli l’anno)


Manifattura del pelo per cappelli

 

Figline Valdarno

1933
manifattura del pelo per cappelli, destinato ai cappellifici di Montevarchi: 
Pampaloni Renato & C.
nel 1936 aveva 68 operai (gran maggioranza donne)
Chiuso per la guerra, creava gravi problemi per il puzzo.

1943
grave epidemia di intossicazione da mercurio, colpisce più di 100 operai del cappellificio di Montevarchi, causata da problemi tecnici e dallo statodi debilitazione dovuta ai razionamenti di guerra.

 

1955

In un convegno sindacale a Montevarchi si denuncia la grave situazione sanitaria dei cappellifici e pellifici, dove metà degli operai è colpita da intossicazione da mercurio.

 

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