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Incastellamento

Ad iniziare dagli ultimi decenni del IX secolo l’Italia, come il resto d’Europa, fu investita dalle razzie degli Ungari (da terra) e dei Saraceni (dal mare). La disgregazione politica dello stato carolingio, con la conseguente assenza di un forte potere centrale, spinse le popolazioni a cercare la protezione dei signori locali. 
I grandi proprietari non si lasciarono sfuggire l'occasione per innalzare, con o senza l’autorizzazione del re, fortificazioni che erano al tempo stesso strumento di difesa e segno di potere. 
In breve volgere di tempo l’Italia si coprì pertanto di castelli: centinaia di villaggi e aziende rurali vennero cinti di mura nel corso del X secolo, costituendo una fitta rete di fortificazioni che coprivano l’intera campagna. Il paesaggio del nostro Appennino assunse una rude connotazione militare.
Questo fenomeno è chiamato dagli storici incastellamento.

Incastellamento e signoria

Nato per motivi difensivi, l’incastellamento fu anche uno strumento di imposizione del potere signorile. Il signore locale, assumendo su di sé il diritto-dovere di organizzare la difesa delle popolazioni, finì automaticamente per diventare il capo indiscusso di tutta un’area, con poteri diretti su tutti gli uomini, fossero o non fossero suoi coloni. 
Le concessioni feudali da parte dei sovrani, spesso furono soltanto il tentativo di “regolarizzare” una situazione di fatto ormai consolidata.

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