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Azienda curtense (curtis)

Le grandi proprietà d’epoca carolingia erano perlopiù organizzate secondo lo schema della villa curtense, divisa in due parti:
- la parte signorile (pars dominica) amministrata direttamente dal proprietario, e comprendeva la casa padronale con le terre vicine, i boschi, i pascoli, le abitazioni dei servi, i magazzini, forni, frantoi, mulini, fornaci;
- la parte contadina (pars massaricia), composta dall’insieme dei terreni e delle casupole che il padrone dava in concessione ai suoi contadini, servi o quasi.
I contadini erano tenuti, oltre a fornire al padrone parte dei prodotti del loro lavoro, anche a lavorare gratuitamente per lui in varie occasioni (queste prestazioni di lavoro obbligatorio e gratuito sono chiamate dagli storici corvée).

Quando l’organizzazione politica carolingia entrò in crisi, e si fecero sentire più pressanti le minacce degli Ungari, molte delle proprietà curtensi si trasformarono in signorie rurali, dove il castello e l’organizzazione militare che comportava, improntavano tutti in rapporti sociali. L’incastellamento militarizzò le campagne, consegnandole al controllo di una miriade di signori locali.

 

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