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Contado

L’area su cui ciascun comune di città rivendicava il diritto d’imporre il proprio governo, sottoponendo o espellendo i signori locali. 

Malgrado la decandenza delle città durante l’età barbarica ed alto-medievale, le città italiane mantennero, grazie alla persistenza dell’autorità temporale dei vescovi, un certo controllo amministrativo sulle campagne circostanti. 
Con la crescita cittadina, molti piccoli e grandi feudatari si stabilirono nei centri comunali, mantenendo il controllo sui propri possedimenti di campagna. La partecipazione di questi ceti alla vita comunale e gli scontri con i feudatari non inurbati, portarono le città comunali, cresciute in uomini e mezzi economici, ad estendere la propria sfera d’influenza sulle campagne circostanti. Ogni città aspirò quindi a controllare il proprio contado, cioè il territorio che riteneva dovesse ricadere, per tradizione, nella propria area d’influenza. Dal contado il comune trarrà i necessari approvvigionamenti alimentari, imporrà tasse sui proprietari, recluterà soldati per estendere il proprio territorio a danno di un signore feudale o di un altro comune.

 

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