Dal Castello di Feghine alla fortificazione di Figline
9 - Non si può attendere oltre
1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9

1352, 14 ottobre

Coperti da una fitta nebbia, 2000 cavalieri e 2500 fanti entrano senza colpo ferire in Figline. Sono guidati da Piero Saccone dei Tarlati da Pietramala, dal Vescovo di Arezzo (della famiglia degli Ubertini), da alcuni membri della famiglia Pazzi del Valdarno, da Tanuccio di Geri Ubaldini e da cavalieri inviati dall’Arcivescovo di Milano.

La popolazione fugge senza poter mettere in salvo le proprie masserizie. L’esercito invasore si appropria di tutto il possibile, poi da’ alle fiamme il paese; invade quindi il castello del Tartigliese dove, prima di appiccare il fuoco, vengono uccisi parte degli abitanti e parte vengono presi in ostaggio per trarne un riscatto. Per tornare liberi dovranno versare 500 fiorini d’oro, una somma molto elevata raccolta da tutta la parrocchia che, per questo motivo, sarà esentata dal Comune di Firenze dal pagamento delle tasse per due anni successivi.
In seguito all'attacco, il castello del Tartigliese fu ridotto a villaggio aperto, senza più la protezione delle mura.
Come prova dello spopolamento provocato dall'assalto delle truppe aretine, le famiglie del Tartigliese iscritte all’estimo (cioè registrate dal fisco) passarono dal numero di 82, che erano nel 1350, al numero di 33 nel 1356.
Più tardi le famiglie superstiti parteciperanno ai turni di guardia delle nuove mura di Figline. (vedi documenti)


Il grave avvenimento convince il Comune di Firenze a fortificare Figline. Il 25 ottobre 1353 viene istituita una commissione per studiare la costruzione delle mura.

Firenze aveva atteso anche troppo.
Non aveva ancora fortificato Figline per timore che i figlinesi potessero schierarsi apertamente coi ghibellini nemici della città, e dare ai nemici una fortezza in più, ma ormai il controllo del villaggio, del mercato e di tutta l'area figlinese era troppo importante per Firenze.

Guarda la costruzione delle mura nel percorso Le mura del '300  
(<< menu a lato)