| Figline: le mura del Trecento |
| 2 - Attacco al cantiere |
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1363, settembre
La Compagnia Bianca di John Hackwood (Giovanni Acuto), al
soldo dei pisani, al comando di Alberto Tedesco, aveva dato l’assalto a
Figline, le cui mura non erano ancora state completate. Gli abitanti si salvarono rifugiandosi in uno dei fortilizi, che
"era assai forte", costruiti in passato da famiglie locali come gli
Azzi, i Benzi o i Figuineldi, in prossimità del nucleo di Figline.

La compagnia di Giovanni Acuto cattura degli ostaggi.
Il condottiero è
ritratto con la spada in pugno e la corazza dorata.
Tra le sue bandiere quella del papato, con la mitr(i)a e le chiavi di San Pietro.
I fiorentini, per fermare un attacco alla città, si
schierarono davanti a Incisa, stretta strategica. Il 4 ottobre 1363 gli inglesi
sconfissero i fiorentini e, fortificatisi a Figline, lo utilizzarono come campo
base per scorrerie nelle campagne circostanti, assediando il castello di Pian
Tra Vigne e quello di Cintoia.
Invece le fortificazioni del Castelluccio dei Benzi e il Cassero
della Foresta riuscirono a resistere.
1366, ottobre
Passata l'emergenza e ripreso il controllo della situazione, i fiorentini aprono
un'inchiesta sugli avvenimenti del 1363 e sulla resa
dei figlinesi. Da parte dei guelfi fiorentini si sospetta la connivenza delle famiglie
filo-ghibelline ancora presenti a Figline.
Pertanto si decide:
Si tratta di un periodo di grave crisi demografica, iniziato con la peste nera del 1348. La popolazione si è notevolmente ridotta in tutta la Toscana, molte parrocchie sono semi-abbandonate.
1368, giugno
Il Comune di Firenze decide la vendita di terreni pubblici che la costruzione
delle nuove mura ha reso inutili.