Le fortificazioni
9 - Dopo il cannone
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L'ingresso dei cannoni sulla scena delle guerre medievali data intorno al 1326. Prima di allora si usavano già vari ordigni composti con polvere di zolfo, carbone e salnitro, i componenti principali della polvere da sparo.
Arabi e Bizantini usavano scagliarsi bombe incendiarie ed esplosive, come il famigerato "fuoco greco", la cui formula venne tenuta segreta da Costantinopoli.

Le armi da fuoco entrarono lentamente nell'armamento degli eserciti europei, ma quando vennero perfezionate diventarono l'elemento decisivo.

La potenza dei cannoni permetteva di lanciare dei proiettili assai più efficaci contro le mura delle fortificazioni, oppure di superarle facilmente col tiro parabolico delle bombarde.

Nel 1494, quando il  Re di Francia Carlo VIII entrò in Italia, la fama della sua artiglieria bastò ad aprire le porte delle città, le cui mura non avrebbero potuto resistere ai cannoni francesi.
Le alte mura medievali, fatte per difendersi dalle catapulte, dalle frecce e dalle torri d'assalto, erano del tutto inadatte alle nuove necessità. Un colpo di cannone ben assestato le avrebbe fatte crollare rovinosamente sugli stessi difensori.