| Le fortificazioni |
| 2 - Terrapieni e fossati |
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Difendere un villaggio o un accampamento militare dall'assalto
dei nemici è stato un problema comune a tutte le civiltà del passato.
Uno dei più semplici schemi di difesa è sezionato qui sotto:
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Una palizzata, a sinistra, si
erge a difesa del villaggio. All'esterno fossati e terrapieni cercano di impedire o ritardare l'avanzata del nemico, ostacolato anche da due file di pali appuntiti. |
In quest'altra sezione è ricostruito uno schema di difesa in uso ai tempi di Cesare, con un muro in pietra preceduto da varie fosse in cui sono piantati alberi aguzzi, in maniera da ostacolare la marcia.
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Dal primo fossetto spuntano gli stimuli. Si trattava di chiodi aguzzi in ferro, fissati su assi di legno e semi-nascosti nel terreno, in modo da perforare i piedi dell'incauto aggressore che avesse tentato una sorpresa notturna. |
Questo schema difensivo, leggermente modificato, fu adottato da Cesare nella battaglia di Alesia del 52 aC, dove sconfisse definitivamente i Galli. In quell'occasione i Romani costruirono due linee fortificate, una per l'assedio alla città occupata dal capo dei galli Vercingetorige, e una alle proprie spalle per sostenere il contrattacco dell'altro esercito gallo che veniva in soccorso degli assediati.
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In questa ricostruzione vediamo
un tratto del recinto di difesa fatto costruire da Cesare, protetto da fossati e terrapieni e
sorvegliato da torri in legname, da cui i difensori potevano scagliare lance
e frecce. Davanti al terrapieno due fossati cercavano di impedire l'avvicinamento al recinto di macchine da assedio. Più avanti, a destra (non visibili) quattro o cinque file di alberi tagliati e appuntiti. La linea di difesa resisté a tre attacchi dei galli, e Vercingetorige fu costretto ad arrendersi. |
La ricostruzione delle fortificazione di Alesia, accanto ad altre interessanti ricostruzioni di archeologia gallo-romana, sono visibili all'Archéodrome, accessibile dall'area di sosta Beaune-Tailly sull'autostrada A37 (Borgogna - Francia)