2003 - 2004

  Speciale Omaggio alla "G. Papini"
 

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Speciale:
Omaggio alla
"G. Papini"


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   Cronaca di un pomeriggio diverso: 
esperienze insieme

Noi ragazzi delle seconde, della scuola Giovanni Papini, giovedì 27 novembre, di pomeriggio, siamo scesi in palestra e abbiamo incontrato i ragazzi dell’Aquilone, ragazzi diversamente abili.
Graziano, il coordinatore delle operazioni, che è un musicoterapeuta,  ci ha divisi in tre gruppi disposti in cerchio.
Il primo gruppo ha realizzato pannelli in stile Arciboldo usando ogni tipo di pasta e verdura tagliuzzata.

Il secondo ha realizzato con zucchero e tempera, pannelli belli e profumati, mentre il terzo con la carta crespa di diversi colori ha ideato prima, con un intreccio, una specie di tessuto poi sempre con i nastri di carta colorata ha formato una, ragnatela, intrecciata e formata da mille colori.  

Graziano poi ci ha suggerito un modo per trasferire il colore, della ragnatela, sopra un telo bianco. Dobbiamo mettere sul pavimento un telo di plastica, poi distendervi un telo bianco e sopra la ragnatela di carta crespa colorata, versare sopra un miscuglio di  acqua e aceto  per far scivolare il colore sul telo bianco, ricoprire con un altro telo trasparente e al ritmo di musica ballarci sopra, poi togliere i teli trasparenti e la ragnatela, così osserveremo i colori della ragnatela  trasferitisi  sul telo bianco.  

Tutte le attività svolte giovedì pomeriggio sono state facilitate dagli operatori, persone che ci hanno aiutato nelle varie esperienze.  

Nella palestra c’era una atmosfera di pace e di fratellanza, una atmosfera speciale, quasi magica: nessuno era diverso, tutti erano uguali per capacità e pensiero, non c’era differenza tra nessuno.
Graziano osservandoci nella scelta dei colori, ci ha spiegato che ogni colore ha un significato diverso, il mio per esempio, il blu, è il colore della riflessione, il rosso dell’esplosione dell’energia e della vita.
Tutti i lavori realizzati sono magnifici, gli “arciboldi” riflettono, secondo me, come un ragazzo ne immagina un altro in una propria visione esteriore.

Alla fine Graziano ha confrontato le varie opere e ci ha fatto capire che fra le diverse realizzazioni non c’è differenza: questo dimostra quindi che ogni ragazzo, anche se diverso, ha le stesse capacità espressive, e questo secondo me ci insegna a non sottovalutare le persone che hanno qualche impedimento fisico.
Dopo questa esperienza ho capito che siamo diversi esteriormente, ma uguali nei valori interiori.   

Marco Riccieri  

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