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1974 - 2004 |
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Ricordi di scuola di scuola di Barbara De Chiaro Mi chiamo
Barbara e sono la mamma dell’alunno De Chiara Mario.Ho frequentato la
scuola media G.Papini dall’anno 1984 all’anno 1987 e posso dire che
per quanto riguarda la struttura muraria, i pavimenti, i bagni, le aule,
le varie stanze di lavoro e la palestra sono le stesse di allora;
addirittura la mia sezione, la D, è rimasta nella stessa aula di
adesso.Il preside di allora
era lo Stoppioni, un signore piuttosto robusto che a vederlo
incuteva un certo timore sia per lo sguardo severo, sia per la sua
poca pazienza. La mia
classe era composta da 26 alunni tutti piuttosto tranquilli, tenevamo i
nostri libri, specialmente quelli pesanti, chiusi in un armadio vicino
alla lavagna e non spariva mai niente, amavamo scrivere sui banchi e
attaccare le gomme da masticare sotto il piano del banco; eravamo molto
affiatati l’uno con l’altro e sempre in competizione nello studio.Il
rapporto con i professori era un
rapporto di rispetto reciproco ma anche di amicizia, specialmente con il
professore di italiano, il professor Biffoli, perché era quello con cui
passavamo la maggior parte dell’orario scolastico.Lui era anche il
nostro professore di storia e di geografia, pretendeva uno studio
approfondito e curato nei minimi particolari, tanto da farci imparare a
memoria tutte le poesie trattate durante l’anno, tutte le date storiche
e dovevamo sapere perfino i nomi dei personaggi, luoghi, battaglie ecc che
trovavamo durante la lettura dei vari argomenti trattati. Detta così
sembrerebbe una persona troppo pignola e severa, lo era, pretendeva che il
suo lavoro fosse ricompensato dai suoi studenti, ma era anche una persona
buona e comprensiva su cui potevi contare per qualsiasi difficoltà. Il
professore di matematica invece amava molto leggere il suo giornale e
fatto ciò si divertiva a fare commenti sul nostro
rendimento scolastico lasciando poi poco tempo all’insegnamento.
La professoressa di inglese era una donna in gamba ma l’avevamo per
poche ore la settimana, probabilmente perché ancora l’inglese era
considerato materia meno importante .Per quanto riguarda educazione
fisica, artistica e musica le ore erano veramente poche anche se intense. I
programmi scolastici non erano a scelta come adesso e non facevamo il
tempo pieno. La disciplina era alla base della scuola, infatti non avevamo
dei bidelli ma quasi dei vigilanti che ci controllavano durante la
ricreazione e durante la lezione se il professore
si doveva assentare, ce n’era uno per piano.
Barbara
De Chiaro Torna alla prima pagina pagina del giornale
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