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Ricordi di scuola di scuola di Barbara De Chiaro

Mi chiamo Barbara e sono la mamma dell’alunno De Chiara Mario.Ho frequentato la scuola media G.Papini dall’anno 1984 all’anno 1987 e posso dire che per quanto riguarda la struttura muraria, i pavimenti, i bagni, le aule, le varie stanze di lavoro e la palestra sono le stesse di allora; addirittura la mia sezione, la D, è rimasta nella stessa aula di adesso.Il  preside di allora era lo Stoppioni, un signore piuttosto robusto che a vederlo  incuteva un certo timore sia per lo sguardo severo, sia per la sua poca pazienza.

La mia classe era composta da 26 alunni tutti piuttosto tranquilli, tenevamo i nostri libri, specialmente quelli pesanti, chiusi in un armadio vicino alla lavagna e non spariva mai niente, amavamo scrivere sui banchi e attaccare le gomme da masticare sotto il piano del banco; eravamo molto affiatati l’uno con l’altro e sempre in competizione nello studio.Il rapporto con i professori era  un rapporto di rispetto reciproco ma anche di amicizia, specialmente con il professore di italiano, il professor Biffoli, perché era quello con cui passavamo la maggior parte dell’orario scolastico.Lui era anche il nostro professore di storia e di geografia, pretendeva uno studio approfondito e curato nei minimi particolari, tanto da farci imparare a memoria tutte le poesie trattate durante l’anno, tutte le date storiche e dovevamo sapere perfino i nomi dei personaggi, luoghi, battaglie ecc che trovavamo durante la lettura dei vari argomenti trattati. Detta così sembrerebbe una persona troppo pignola e severa, lo era, pretendeva che il suo lavoro fosse ricompensato dai suoi studenti, ma era anche una persona buona e comprensiva su cui potevi contare per qualsiasi difficoltà.

Il professore di matematica invece amava molto leggere il suo giornale e fatto ciò si divertiva a fare commenti sul nostro  rendimento scolastico lasciando poi poco tempo all’insegnamento. La professoressa di inglese era una donna in gamba ma l’avevamo per poche ore la settimana, probabilmente perché ancora l’inglese era considerato materia meno importante .Per quanto riguarda educazione fisica, artistica e musica le ore erano veramente poche anche se intense.

I programmi scolastici non erano a scelta come adesso e non facevamo il tempo pieno. La disciplina era alla base della scuola, infatti non avevamo dei bidelli ma quasi dei vigilanti che ci controllavano durante la ricreazione e durante la lezione se il professore  si doveva assentare, ce n’era uno per piano. 
Nella scuola G.Papini posso dire di aver passato dei bei momenti della mia adolescenza e mi ha fatto piacere averli rivissuti in un certo modo con voi.      

Barbara  De Chiaro                                  

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