1974 - 2004

 

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Ricordi di scuola di Diva Fabbrini

La nostra classe era composta da 5 maschi e ben 22 femmine, a quell’età mi sentivo il brutto anatroccolo: tutte le mie amiche erano donne mentre io ero ancora una  bambina. A 12-13 anni nascono veramente le prime cotte e a me piaceva il più bel ragazzo della scuola strano, ma vero, ero corrisposta, forse perché i maschi erano più piccoli delle ragazze ed io ero quella che si avvicinava più a loro. 
Non ero una studentessa modello, anzi non avevo nessuna voglia di studiare, ma essendo molto  intelligente, mi bastava stare attenta alle spiegazioni per poter ripetere capitoli interi;  anche se spesso svenivo durante l’interrogazioni per la mia forte timidezza e la cattiveria delle professoresse di allora. In matematica ero un fenomeno avevo una memoria portentosa per le regole, il problema era quando dovevo fare i temi, essendo molto timida e infantile non mi sapevo esprimere, non adottavo un  linguaggio adatto alla mia età e i risultati erano appena sufficienti. Però avevo tanti amici e amiche che mi volevano bene…non ero prepotente, non ero gelosa , non ero dispettosa , definendomi adesso direi la classica ragazzina acqua e sapone. Non ero certo una leader ma ero di compagnia e a quelli che mi dimostravano vero affetto, sapevo come ricambiarli. 

Eravamo una classe numerosa e come in tutte le classi c’erano degli elementi di disturbo; c’era una mia amica alla quale non andava proprio a genio un ragazzo “classico”, tutto perbenino ma molto cafone. Così un giorno, stanca di quella presenza così fastidiosa, gli tiro una cimosa impregnata di gesso sul suo lindo maglioncino nero e lui di tutta risposta, prese un bastoncino di legno, lo immerse nel vinavil e poi lo arrotolò nei suoi bellissimi capelli lunghi.

Un altro episodio che ricordo con simpatia avvenne sotto le feste di carnevale dove si sa che “ogni scherzo vale”! Esistevano delle fialette che facevano caldo e freddo e per scherzo le rompevamo sulle sedie dei compagni. Un mio amico, voleva provare il brivido e ci chiese una fialetta, non volendo, per sbaglio, gliene venne data una lacrimogena… la ruppe e la mise sulla sedia e dopo 3 secondi iniziò a piangere, ma subito dopo questa provocò la stessa reazione a tutta la classe, compresa la professoressa. Quest’ultima, vedendoci  a stento per il forte bruciore agli occhi chiamò il bidello che a sua volta chiamò il preside….ridavamo tutti, ma nello stesso tempo piangevamo… era una sensazione stranissima!!! Come ci sentivamo grandi in quelle situazioni, anche se adesso capisco di quanto invece eravamo piccoli.

In confronto a voi, ragazzi di oggi, avevamo meno mezzi di informazione ma avevamo molta più spensieratezza: giocavamo nei campi  ci divertivamo con molto meno, a Rignano allora avevamo a nostra disposizione due cinematografi e due locali frequentati da solo ragazzi, il famoso “Barrettino” e “il Forno” dove potevamo divertirci tutti insieme. Anche se la scuola era il momento in cui eravamo veramente tutti amici e nemici…dove venivano fatte sfide e dove nascevano e finivano gli amori. 

Diva Fabbrini  

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