1974 - 2004

 

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Ricordi di scuola di Sonia Tinuti

La sera in cui mio figlio mi chiese di scrivere qualcosa sul mio periodo alla scuola media, rimasi sorpresa ed anche perplessa …..spiegare a lui come era “la nostra scuola media”…cosa volesse dire per noi “andare alle medie”, non era così semplice come la domanda poteva far credere.

Ho cercato di raccontare quello che mi ricordo, la classe, i compagni e soprattutto le emozioni vissute. Forse tutto quello che scriverò non si è svolto come io lo ricordo, ma è la realtà che in quegli anni ho vissuto in prima persona.

L’attuale edificio della scuola media non era ancora stato  costruito, pertanto le varie classi erano collocate in due sedi diverse. La mia classe si trovava nell’edificio in piazza della Vittoria, che ospitava anche la presidenza e la segreteria .
Il preside era il sig. Dario Stoppioni, un signore corpulento con una bella faccia bonaria, che una sola volta abbiamo visto piombare con un certo cipiglio nella nostra classe. La causa di ciò fu il lancio in aula di alcune bombette puzzolenti (era il periodo di carnevale) con la conseguenza che il cattivo odore di uovo marcio invase anche la segreteria che si trovava proprio di fronte la nostra aula.

La nostra aula non era bella anzi direi anche un po’ triste; poiché la classe era numerosa, i banchi di metallo erano disposti a doppio ferro di cavallo e questa disposizione completamente nuova per noi che venivamo dalle elementari ci faceva sentire più partecipi alle lezioni.

Le insegnanti, al contrario di quanto accade oggi, dedicavano poco tempo a comunicare con noi ragazzi, molto era basato sulla minaccia del voto scritto su un “oscuro” registro. Ricordo ancora, una compagna di classe che quando veniva interrogata alla cattedra da una professoressa famosa per la sua severità, sveniva a causa della tensione nervosa.

Andare dalla scuola elementare alla scuola media era per noi un enorme passaggio, era “passare” effettivamente dallo stato riconosciuto di bambini a quello di ragazzi !
I motivi erano molteplici: lasciare la maestra, nostro unico riferimento come insegnante (e anche un po’ mamma), per trovarsi davanti nuove persone con cui rapportarsi “i professori”. Per la prima volta essere in classi miste, infatti in quegli anni, le classi elementari erano divise in maschili e femminili e finalmente liberarci di quella divisa che era il grembiule, nero con fiocco azzurro per i maschi e bianco con fiocco rosa per le femmine. 
Questo lasciarsi alle spalle il grembiule ci faceva sentire grandi. Altro motivo di soddisfazione era non avere più l’obbligo di andare a scuola con la cartella (ai nostri tempi non si usavano gli zaini), ma potevamo portare i libri in braccio tenuti insieme dalla “cinghia”, una specie di cintura che poteva essere in pelle o elastica, alla maniera dei più grandi.

A seguito di questi ricordi e a tanti altri che ho omesso di scrivere, mi sono resa conto che veramente in quegli anni siamo cresciuti sempre un po’ di più.
Avvenimenti ed esperienze accadute in quegli anni sono sempre impresse nella mia mente e, in certi momenti, quando mio figlio parla della scuola o dei suoi compagni, improvvisamente mi ritornano in mente e mi fanno ricordare quei compagni e quei giorni con un po’ di nostalgia.

Sonia Tinuti

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