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Ricordi di scuola di Camilla Fusai

Solo quando finisci i tre anni di scuola media ti rendi conto di quanta importanza può avere nella tua vita.

Sono passati due anni da quando sono uscita dalle medie e il mio più grande sogno è poter rivivere quei bellissimi tre anni. Ho conosciuto un sacco di persone nuove, con le quali ho ancora un bel rapporto, ho cominciato ad instaurare un rapporto più maturo con il mondo degli adulti, ho imparato un sacco di cose nuove e più approfondite, argomenti che alle elementari non hai l’opportunità di studiare… quando arrivi alle medie entri a far parte di un mondo nuovo.

Il primo giorno ero piena di paura. Ricordo che, quando la prof. Mannucci entrò in classe per la prima volta, mi tremarono le gambe… non perché era una donna “cattiva”,ma per il semplice motivo che avevo paura di farle una brutta impressione. A lei, come tutta la mia classe. Aspettavo con ansia il mio nome nell’appello che, nonostante fosse solo al 7° posto, non arrivava mai. Lo attendevo con ansia perché volevo togliermi il peso di presentarmi di fronte agli altri 20 compagni. Quando pronunciò il mio nome e cognome parlai con un po’ di insicurezza nella voce…ma quel brutto  bel momento, passò in un secondo. Feci subito amicizia…e capii che la nostra classe sarebbe stata “temuta” da ogni insegnante per tutti e tre gli anni. Solo il quarto giorno prendemmo un rapporto di classe perché ci scambiavamo numeri di telefono su dei fogliettini che volavano per tutta l’aula!

Per la prima volta in vita mia feci una gita di fine anno! Due giorni lontana da casa…fu stupendo! Quando ci abituammo alla nuova scuola eravamo già a fine anno. I saluti furono accompagnati da un sacco di lacrime, anche se ci avrebbero diviso solo per tre mesi.

La seconda media fu ancora più bella della prima. Iniziai ad instaurare rapporti anche con ragazzi delle altre classi, e questa fu una cosa bellissima perché, per la prima volta riuscivo a conoscere tanti amici con cui poter uscire. Fu anche il mio primo anno di teatro. Fu un’esperienza bellissima. Riuscii a cacciar via un po’ di timidezza che mi ero portata dietro da quando ero piccola.

Ma la classe più bella, l’anno in cui ti senti superiore a tutti, è la terza. Cominciammo l’anno con lo stesso spirito con cui avevamo iniziato la prima e la seconda. Fino alle vacanze di Natale fu tutto tranquillo. Non si sentiva parlare neanche dell’esame. Ma tornati a scuola, i professori  cominciarono a chiederci di pensare agli argomenti che avremmo preferito portare; io ed altri ci iscrivemmo al Trinity (esame di inglese), e decidemmo la gita di fine anno: la nostra ultima gita.  Anche durante quest’ultimo anno frequentai il corso di teatro. Per la prima volta interpretammo una parte seria. TERRA PROMESSA, era il titolo del nostro spettacolo. Ci aprì gli occhi su molte cose… perlomeno a me. Disegnammo scenografie, inventammo coreografie, cantammo e tutti insieme versammo un sacco di lacrime insieme alla prof. Mannucci. La gita di fine anno fu la più bella. Tre giorni a Bolzano e Innsbruck. Un’avventura favolosa. Eravamo praticamente fuori dall’Italia. Nel viaggio di ritorno eravamo tutti un po’ incupiti perché sapevamo che quella sarebbe stata l’ultima gita delle medie.

L’ultimo giorno di scuola arrivò in fretta. Ricordo benissimo che nessuno di noi voleva sentir suonare quell’ultima campanella. Sarebbero cambiate troppe cose. Ma come tutti gli anni, suonò.  Per fortuna la sera era stata organizzata la festa dove cantammo e alcuni recitarono. Mi divertii tantissimo. Io e la mia classe, ricordo, che avevamo scritto e composto una canzone per una nostra compagnia che dovette sottoporsi ad un intervento chirurgico. Lei non sapeva niente, si commosse. E con quella commozione si conclusero i nostri tre anni di medie. Adesso che sono in seconda superiore, mi giro in dietro e vedo tutto questo.

Le medie hanno avuto un’incredibile importanza nella mia vita. Ho conosciuto professoresse e  professori fantastici, amici favolosi e bidelli pronti a scherzare con noi in ogni momento. Una parte di me è ancora legata alla scuola media. Non ho semplici ricordi. Molto di più.

Sono sicura che adesso non sarei in grado di scrivere questo “testo” se non avessi avuto come professoressa di lettere la Mannucci, non avrei mai potuto iscrivermi ad un linguistico senza l’aiuto della Baragli, non averi una base in matematica, senza la Ricciarelli, non saprei mai usare squadre e compasso, senza l’insegnamento del Mazzotta, non saprei capire la bellezza di un quadro, senza le spiegazioni della Cionini; non conoscerei la bellezza di suonare con un gruppo, senza le note del Cardelli, non saprei fare il gioco di squadra se non avessi avuto il Li Volti.

Le medie lasciano nel cuore e nella mente ricordi incancellabili, se sapete coglierne i lati positivi…che battono alla grande quelli negativi!

Camilla Fusai

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