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1974 - 2004 |
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Ricordi di scuola di Camilla Fusai Solo
quando finisci i tre anni di scuola media ti rendi conto di quanta
importanza può avere nella tua vita. Sono
passati due anni da quando sono uscita dalle medie e il mio più grande
sogno è poter rivivere quei bellissimi tre anni. Ho conosciuto un sacco
di persone nuove, con le quali ho ancora un bel rapporto, ho cominciato ad
instaurare un rapporto più maturo con il mondo degli adulti, ho imparato
un sacco di cose nuove e più approfondite, argomenti che alle elementari
non hai l’opportunità di studiare… quando arrivi alle medie entri a
far parte di un mondo nuovo. Il
primo giorno ero piena di paura. Ricordo che, quando la prof. Mannucci
entrò in classe per la prima volta, mi tremarono le gambe… non perché
era una donna “cattiva”,ma per il semplice motivo che avevo paura di
farle una brutta impressione. A lei, come tutta la mia classe. Aspettavo
con ansia il mio nome nell’appello che, nonostante fosse solo al 7°
posto, non arrivava mai. Lo attendevo con ansia perché volevo togliermi
il peso di presentarmi di fronte agli altri 20 compagni. Quando pronunciò
il mio nome e cognome parlai con un po’ di insicurezza nella voce…ma
quel brutto
bel momento, passò in un secondo. Feci subito amicizia…e capii
che la nostra classe sarebbe stata “temuta” da ogni insegnante per
tutti e tre gli anni. Solo il quarto giorno prendemmo un rapporto di
classe perché ci scambiavamo numeri di telefono su dei fogliettini che
volavano per tutta l’aula! Per
la prima volta in vita mia feci una gita di fine anno! Due giorni lontana
da casa…fu stupendo! Quando ci abituammo alla nuova scuola eravamo già
a fine anno. I saluti furono accompagnati da un sacco di lacrime, anche se
ci avrebbero diviso solo per tre mesi. La
seconda media fu ancora più bella della prima. Iniziai ad instaurare
rapporti anche con ragazzi delle altre classi, e questa fu una cosa
bellissima perché, per la prima volta riuscivo a conoscere tanti amici
con cui poter uscire. Fu anche il mio primo anno di teatro. Fu
un’esperienza bellissima. Riuscii a cacciar via un po’ di timidezza
che mi ero portata dietro da quando ero piccola. Ma
la classe più bella, l’anno in cui ti senti superiore a tutti, è la
terza. Cominciammo l’anno con lo stesso spirito con cui avevamo iniziato
la prima e la seconda. Fino alle vacanze di Natale fu tutto tranquillo.
Non si sentiva parlare neanche dell’esame. Ma tornati a scuola, i
professori
cominciarono a chiederci di pensare agli argomenti che avremmo
preferito portare; io ed altri ci iscrivemmo al Trinity (esame di
inglese), e decidemmo la gita di fine anno: la nostra ultima gita.
Anche durante quest’ultimo anno frequentai il corso di teatro.
Per la prima volta interpretammo una parte seria. TERRA PROMESSA, era il
titolo del nostro spettacolo. Ci aprì gli occhi su molte cose…
perlomeno a me. Disegnammo scenografie, inventammo coreografie, cantammo e
tutti insieme versammo un sacco di lacrime insieme alla prof. Mannucci. La
gita di fine anno fu la più bella. Tre giorni a Bolzano e Innsbruck.
Un’avventura favolosa. Eravamo praticamente fuori dall’Italia. Nel
viaggio di ritorno eravamo tutti un po’ incupiti perché sapevamo che
quella sarebbe stata l’ultima gita delle medie. L’ultimo
giorno di scuola arrivò in fretta. Ricordo benissimo che nessuno di noi
voleva sentir suonare quell’ultima campanella. Sarebbero cambiate troppe
cose. Ma come tutti gli anni, suonò.
Per fortuna la sera era stata organizzata la festa dove cantammo e
alcuni recitarono. Mi divertii tantissimo. Io e la mia classe, ricordo,
che avevamo scritto e composto una canzone per una nostra compagnia che
dovette sottoporsi ad un intervento chirurgico. Lei non sapeva niente, si
commosse. E con quella commozione si conclusero i nostri tre anni di
medie. Adesso che sono in seconda superiore, mi giro in dietro e vedo
tutto questo. Le
medie hanno avuto un’incredibile importanza nella mia vita. Ho
conosciuto professoresse e
professori fantastici, amici favolosi e bidelli pronti a scherzare
con noi in ogni momento. Una parte di me è ancora legata alla scuola
media. Non ho semplici ricordi. Molto di più. Sono
sicura che adesso non sarei in grado di scrivere questo “testo” se non
avessi avuto come professoressa di lettere la Mannucci, non avrei mai
potuto iscrivermi ad un linguistico senza l’aiuto della Baragli, non
averi una base in matematica, senza la Ricciarelli, non saprei mai usare
squadre e compasso, senza l’insegnamento del Mazzotta, non saprei capire
la bellezza di un quadro, senza le spiegazioni della Cionini; non
conoscerei la bellezza di suonare con un gruppo, senza le note del
Cardelli, non saprei fare il gioco di squadra se non avessi avuto il Li
Volti. Le medie lasciano nel cuore e nella mente ricordi incancellabili, se sapete coglierne i lati positivi…che battono alla grande quelli negativi! Camilla
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