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Cronaca
di una lezione di nuoto

Il
settanta per cento della superficie terrestre è coperto da acqua:
creatura liquida che non riesco a fronteggiare. Come si è capito, io non
so nuotare. Per alcuni è un problema grave, una specie di handicap, non
saper nuotare, per altri invece no.
La tensione è altissima:
potrebbe accadere da un momento all’altro. Bussano alla porta, è la
bidella e deve consegnare…l’iscrizione al corso di piscina!!! E mentre
i miei compagni gioiscono entusiasti, io rimango zitto e, sembrerebbe
calmo, ma in realtà dentro di me si è creato una stato di agitazione e
di preoccupazione che non ha limiti: le emozioni sono più forti di quando
la prof di scienze estrae a sorte per interrogare e… tu non hai
studiato.
Arrivato il giorno
fatidico i miei compagni, entusiasti, ed io,decisamente meno, ci avviamo
verso la piscina, quell’inferno d’acqua trasparente limpida e che
puzza di cloro. Lì ci attende l’istruttore…quell’assassino che più
di una volta ha tentato di affogarmi ma invano perché io sono ancora vivo
e vegeto…questa volta non mi farò fregare dai suoi stupidi giochetti.
Doccia prima di andare in piscina e poi…si comincia.
Il primo esercizio: stile libero, facile…per gli altri. Io mi aggrappo
al braccio dell’istruttore e quasi glielo stacco. Un sussulto del suo
braccio e la mia bocca va sott’acqua e mi fa bere come un irlandese
ubriaco in un pub.
Il secondo esercizio: dorso, il mio
preferito perché posso respirare ma il peggiore in fatto di sicurezza.
Appoggio la testa sulla spalla dell’istruttore in una posizione molto
insicura e, non so come, ma riesco a bere anche con le orecchie.
Gli altri esercizi sono
simili e per nulla divertenti.
Sono il primo a uscire dalla piscina perché non ho voglia di
tuffarmi e vado ad asciugarmi i capelli.
Come se non bastasse
l’asciugacapelli è guasto e mi frega 20 centesimi. Maledetta piscina!
Provo a quello accanto che finalmente funziona. Intanto un mio compagno si
avvicina all’asciugacapelli guasto, ma non faccio in tempo a dirglielo
che ha già messo i 20 centesimi e l’ha… acceso.
Com’è possibile?! La sempre più maledetta piscina mi ha giocato un
altro scherzo!
Mattia
Forni, classe 2°C
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