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Ero
con Oriana Fallaci a Capo Kennedy in attesa che partisse il razzo Apollo
11
Era
il 16 luglio del 1969, quel giorno alle 9:32, il razzo Apollo 11 sarebbe
partito per la luna.
A bordo dell' Apollo 11 si sarebbero trovati Neil Amstrong, Buzz Adrin e
Mike Collins.
Il
razzo sarebbe partito, ma non sarebbe allunato: un' altra
navicella , il Lem, sarebbe stata sganciata dall' Apollo 11 sulla
luna, mentre il razzo avrebbe continuato a girare. Sul Lem ci
sarebbero stati Neill e Buzz, mentre sul razzo sarebbe rimasto
rimasto Mike.
Il Lem si sarebbe poi riagganciato al razzo, il quale, se così
fosse stato, sarebbe tornato indietro
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Neil Armstrong |
Era
una notte calda, come tutte le notti d' estate in Florida. La luna era
piena, bianca, bianchissima, senza nemmeno una nuvola intorno.
Una fila di persone da tutto il mondo aspettava il grande evento.
Io
ero uno dei quattro giornalisti autorizzati ad interrogare i tre
astronauti.
Con me era partita la mia collega di lavoro: la giornalista Oriana
Fallacci.
Purtroppo lei non aveva avuto l' opportunità di interrogare Neil, Buzz e
Mike, ma mi passava dei bigliettini con delle domande, mi suggeriva di
chiedere, ad esempio:
-Avete paura?-
Queste domande forse non interessavano nessuno, ma avendo un debole per
lei, avevo accettato di farle.
Le domande che veramente interessavano la gente erano quelle che
riguardavano la partenza del razzo, quanto carburante serviva, come
mangiavano gli astronauti, come sarebbero riusciti a comunicare col nostro
pianeta.

Certo che io non me la sarei sentita di partire per la luna, una
operazione, che prima di quel momento, non era mai riuscita all' essere
umano, in più non era nemmeno sicuro che l' operazione sarebbe stata
portata a termine.
Non sarei riuscito a dormire, al pensiero di partire per un' altro
pianeta: e se il Lem non sarebbe riuscito a riagganciarsi all' Apollo 11?
I due astronauti, sarebbero rimasti senza ossigeno e sarebbero morti. E l'
astronauta sull' Apollo, cosa avrebbe fatto? Avrebbe aspettato per giorni
e giorni o sarebbe tornato, da solo, sulla terra, con quella brutta
notizia?
Tornando a noi, mi recai, insieme ad Oriana, nel posto in cui i tre
astronauti dormivano.
Avevano già la tuta addosso, camminavano a fatica, ed Oriana gli urlò:
-Buona fortuna, arrivederci tra una settimana!- Ma non credo che loro
abbiano sentito.
Salirono a bordo di un camion bianco, come quello che porta il latte alle
case, tutte le mattine.
Li seguimmo a piedi fino al razzo.
Ero molto preoccupato, non riuscivo nemmeno a rendermi conto del perchè
lo ero, forse per paura degli incidenti, forse ero solo eccitato e nervoso
per il grande evento.Ma era una situazione preoccupante ed allo stesso
momento emozionante.
I minuti cominciarono a scorrere velocemnte, tutte le persone guardavano
meravigliati ed eccitati, come quando un calciatore, sta per tirare in
porta e fare goal.
Ed
ecco il momento tanto atteso: meno dieci...... meno nove..... meno
otto.....meno sette......meno sei.....meno cinque....meno quattro.....meno
tre.....meno due.......meno uno...... Let' s go!!
Tutti
gridavano: Vai! vai ! vai ! vai! vai! vai!Tutti piangevano,
sorridendo, forse era un pianto di gioia, forse no.
Una cortina di fumo si alzò, producendo un rumore assordante, che
rompeva i timpani, ma il razzo non si alzava, produceva rumore, ma
non si alzava. |
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Un
guasto, pensavo, ma ecco che incominciò a salire lentamente come se, non
ci riuscisse ad un certo punto si riabbasso.Tutta la gente abbasso il
sorriso, qualcosa non funzionava. Poi .... il razzo cominciò a partire,
sempre più velocemente e saliva... e saliva.... e saliva e guadagnava
sempre più velocità, diventò sempre più piccolo fino a non essere più
visibile, lasciandosi dietro un assordante rumore, come cento aerei da
guerra che partono contemporaneamente.Fino a che ....... il boato cessò:
era un addio, o un arrivederci, chi lo sa?
Incrociammo le dita pensando: "speriamo bene".
Col cuore mi sentivo insieme a loro, nello spazio, lontano milioni di
chilometri, con l' orgoglio di compiere un' impresa mai riuscita all'
uomo, ma anche con la paura di fallire, di non riuscire nella missione:
era una sfida contro la luna, l' irraggiungibile luna.
Younes Elhasnaoui, classe 2°C
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